Sbiancamento

Nemici dell'estetica
Pigmentazioni e discolorazioni possono alterare il colore naturale dei denti, incidendo anche in maniera significativa sulla capacità relazionale delle persone.

Si parla di pigmentazione quando delle sostanze coloranti di varia natura (batteri cromogeni, pigmenti presenti nei cibi, bevande o medicinali) si fissano agli strati superficiali dello smalto.
 
Per discolorazione, invece, si intende il cambiamento di colore dovuto al mutamento strutturale interno delle proprietà ottiche dei tessuti dentali, oppure all'accumulo all'interno della dentina o dello smalto di sostanze cromoattive.

Quali sono gli alimenti che colorano i denti?

Gli esempi più conosciuti di pigmenti esogeni sono costituiti da caffè, the, vino rosso, tabacco, liquirizia, verdure cotte a foglia verde, clorexidina (collutori) e fluoruro stannoso (collutori e dentifrici).

Come viene effettuato lo sbiancamento?

Il prodotto sbiancante, una gel a base di perossido di idrogeno o di perossido di carbamide, viene applicato sulla superficie esterna dei denti da trattare (dopo un corretto isolamento delle gengive).

Il trattamento dura circa un’ora, durante la quale vengono normalmente effettuati due cicli con la completa sostituzione del prodotto sbiancante tra l’uno e l’altro. In questo tempo, la sostanza attiva penetra negli strati profondi del dente per svolgere al meglio la propria azione sbiancante.

Il trattamento e doloroso?

Lo sbiancamento dentale è una procedura indolore.

Si può verificare una maggiore sensibilità dei denti trattati: è una sensazione del tutto normale e che generalmente scompare nel giro di 48-72 ore.

Copyrights ©2016: Clinico - Responsive Medical and Health Template

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.

Proseguendo nella navigazione si accetta l’uso dei cookie; in caso contrario è possibile abbandonare il sito.